Mutui Casa 2011: facciamo il punto

Inter­vista a Lorenzo Bre­gonzio, A.U. dello Stu­dio Bre­gonzio Servizi Immo­bil­iari, Pres­i­dente del Col­le­gio dei Revi­sori dei Conti di FIMAA-Milano, ader­ente a OSMI Borsa Immo­bil­iare di Milano.

D) Qual è l’andamento dei mutui casa nel 2011?
Direi che il mer­cato immo­bil­iare è tut­tora molto con­dizion­ato dall’erogazione dei mutui, la stretta cred­i­tizia per­mane evi­dente, i tempi di istrut­to­ria delle pratiche sono lunghi e cre­ano per­p­lessità per col­oro che, volendo stip­u­lare un pre­lim­inare d’acquisto, vogliono la garanzia di poter con­tare sull’erogazione di un mutuo e non pos­sono impeg­narsi senza avere la certezza dell’acquisizione. Tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 si è notato un lieve incre­mento delle con­trat­tazioni che denoterebbe un cenno di ripresa del mer­cato immobiliare.

D) Qual è la tipolo­gia dei richiedenti un mutuo casa in Italia ?
Purtroppo non sono certo le gio­vani cop­pie. A causa dell’eccessiva pre­ca­ri­età del lavoro — la nota più dolente della nos­tra soci­età — e senza un min­imo red­dito garan­tito, come avviene in altre nazioni europee, i gio­vani non pos­sono infatti dis­porre di garanzie da offrire alle banche e per accedere al bene casa devono essere sup­por­t­ati da gen­i­tori e nonni. Anche i “bonus” prima casa ero­gati da alcune regioni sono insuf­fi­ci­enti: la Regione Lom­bar­dia, per esem­pio, ha messo a dis­po­sizione nel 2010 solo 10 mil­ioni di euro, con­tro i 47 del 2009. Sono gli “over 40” con lavoro a tempo inde­ter­mi­nato che oggi usufruis­cono in modo preva­lente dei mutui, per­ché cam­biano casa, ma dispon­gono di un immo­bile da vendere e il finanzi­a­mento serve per coprire l’eventuale dif­ferenza fra il vec­chio e il nuovo, oppure per ristrut­turare la casa in cui vivono.

D) Meglio tasso fisso o vari­abile ?
L’aumento dei prezzi delle materie prime, legato alla dinam­ica eco­nom­ica e all’instabilità che ha inter­es­sato e coin­volge tut­tora molti Stati, ha aumen­tato l’allarme inflazione che ha indotto la BCE ad aumentare il tasso d’interesse, che per due anni è stato fermo al min­imo storico dell’1%. Sti­amo entrando in un peri­odo di grad­uale risalita dei tassi anche se preved­i­bil­mente lenta. Le banche poi sono sem­pre leste ad antic­i­pare i tempi di aumento e molto meno a ridurli, come si è visto anche in pas­sato. Il tasso vari­abile è ancora abbor­d­abile e potrebbe entrare di nuovo in sof­ferenza, ma per peri­odi rel­a­ti­va­mente brevi rispetto alla lunghezza dell’ammortamento del mutuo, in genere di 15/20 anni, men­tre il tasso fisso, a mio avviso, è per­for­mante fino al 5%. Gli utenti devono comunque fare un po’ di conti prima di accen­dere un mutuo e con­sid­er­are che la rata è bene che non superi 1/3 dello stipen­dio. Resta per­al­tro la pos­si­bil­ità di rine­goziare il mutuo con la pro­pria banca oppure di ricor­rere alla sur­roga a costo zero, trasfer­endo il mutuo ad altra banca che offra con­dizioni migliori, anche se sulla sur­roga gli isti­tuti frenano.

D) Quale con­seguenza ha sul mer­cato immo­bil­iare la facil­ità o meno di accen­dere un mutuo ?
Come ho già detto il mer­cato immo­bil­iare è cer­ta­mente con­dizion­ato dal mer­cato del cred­ito. Le banche finanziano l’acquisto di un immo­bile fino a circa il 70% del val­ore, quindi bisogna dis­porre almeno del 30% man­cante e con la pre­ca­ri­età del mondo del lavoro questo risparmio diventa sem­pre più raro. La “monofirma” spesso non è suf­fi­ciente, quindi si deve ricor­rere a gen­i­tori e nonni. Non esistono prodotti finanziari che finanzino tem­po­ranea­mente il vec­chio immo­bile per acquistare il nuovo, liberando il vec­chio una volta ven­duto e spo­stando l’ipoteca sul nuovo acquisito, un prodotto che gli agenti immo­bil­iari ader­enti alla Borsa Immo­bil­iare di Milano, come il sot­to­scritto, sug­geriscono da anni di val­utare per­ché ren­derebbe più dinam­ico il mercato.

D) All’inizio dello scorso anno, molti oper­a­tori ritenevano super­ata la fase reces­siva del mer­cato immo­bil­iare ital­iano e parla­vano aper­ta­mente di ripresa alle porte. Alla luce dei risul­tati del 2010, si sente di con­fer­mare questa val­u­tazione?
Sono ten­den­zial­mente ottimista. Le grandi città sono quelle più dinamiche e una leg­gera ripresa del mer­cato si avverte più per fasce medio-alte che per monored­dito, pre­cari e immi­grati per la dif­fi­coltà di accedere al cred­ito. Come sem­pre in Italia la sta­gione elet­torale frena ogni inizia­tiva, ma i seg­nali pos­i­tivi per­man­gono. L’Europa sta inter­ve­nendo per evitare danni peg­giori, l’Italia non può stare ferma e deve approntare riforme, trovando una soluzione per quella che è stata definita “la gen­er­azione esclusa”, quella dai 15 ai 30 anni, col­pita con asprezza dalla crisi.

D) In gen­erale, ritiene che il mat­tone sia ancora il tipo di inves­ti­mento prefer­ito dagli ital­iani ?
Asso­lu­ta­mente si. L’investimento nel mat­tone resta l’obbiettivo pri­mario per tutti gli ital­iani, a dif­ferenza di tanti prodotti finanziari che, dai bond argen­tini ai titoli spaz­zatura propinati a tanti risparmi­a­tori, in questi anni hanno sot­tratto risorse impor­tanti alle famiglie con la promessa di ren­dite van­tag­giose ver­ifi­catesi un bluff. Non è un luogo comune affer­mare che il mat­tone non tradisce mai. Leggendo i gior­nali, si sco­pre che spesso in una pag­ina si dice che il mer­cato immo­bil­iare è al col­lasso e due pagine dopo si afferma il con­trario annun­cian­dolo in ripresa. Mi sorge il dub­bio che banche e isti­tuti finanziari in genere cerchino di sem­i­nare dubbi fra i risparmi­a­tori per indurli a inve­stire nei loro prodotti a scapito dell’investimento immo­bil­iare, ma gli ital­iani hanno scelto da tempo e appena pos­sono, anche con grande sac­ri­fi­cio, preferiscono il mattone.

D) Come va il mer­cato delle locazioni? Pensa che la cedolare secca cos­ti­tuirà effet­ti­va­mente un impor­tante ele­mento di rilan­cio?
I dati ci dicono che oltre 4 mil­ioni di famiglie vivono in affitto e che negli ultimi 12 mesi i canoni di locazione hanno subito un leg­gero incre­mento. A cer­care casa in affitto sono le famiglie senza figli e i gio­vani al di sotto dei 30 anni, questi ultimi in par­ti­co­lare per le ragioni già espresse. La crisi eco­nom­ica ha messo in serio dis­a­gio anche le famiglie con stu­denti fuori sede; solo uno su quat­tro può per­me­t­tersi di las­ciare la famiglia e la pro­pria città e questa nic­chia di mer­cato neces­sita di inter­venti pub­blici di sostegno. Quanto alla cedolare secca, a lungo ter­mine, potrebbe dare effetti ben­efici al mer­cato delle locazioni, cre­ando una mag­giore offerta di immo­bili sul mer­cato che farebbe da calmiere ai canoni di locazione. Non credo però che possa cos­ti­tuire un incen­tivo all’investimento immobiliare.
FONTE attico.it

.

News inserita il 17/06/2011


Torna all'elenco news

Tuscany charming : strutture ricettive in Toscana Tuscany Charming : Prenota strutture ricettive in Toscana OFFERTE SPECIALI SOGGIORNO IN TOSCANA
Noblesse Hotel Lucca : albergo lusso Lucca