I dati dell'Agenzia del territorio dicono che il mercato continua ad arretrare: -3,6% rispetto al primo trimestre 2010. Terziario e commerciale peggio delle abitazioni. Le eccezioni da Roma a Torino. La "malattia" italiana: la flessione degli acquisti non fa abbassare le quotazioni
MILANO - Il mercato immobiliare continua a scendere. Con un calo del 3,6% rispetto al primo trimestre 2010 e una quota di 298.946 compravendite immobiliari, i primi tre mesi dell'anno hanno segnato un'ulteriore discesa del settore, dopo le contrazioni del 2,4% e del 3,4% registrate nel terzo e quarto trimestre dell'anno scorso. Il dato, che conferma in parte una recente analisi di Bankitalia-Tecnoborsa 1, emerge dalla nota trimestrale diffusa dall'Agenzia del Territorio e illustrata a Fieramilano dove è in corso il salone dell'immobiliare Eire.
L'analisi relativa al trimestre riguarda solo le compravendite e non l'andamento dei prezzi, ma il quadro generale, spiega Gianni Guerrieri, direttore dell'Osservatorio mercato immobiliare dell'Agenzia, è di "sostanziale stabilità delle quotazioni, nonostante" la flessione del mercato: "Un fenomeno che registriamo dal 2006 - ha aggiunto Guerrieri - : questa è una differenza del mercato italiano rispetto ad altri Paesi dove i prezzi sono scesi, una situazione che non può perdurare indefinitamente: a un certo punto il meccanismo dovrà interrompersi".
Entrando nel dettaglio della rilevazione, la decrescita appare più marcata per gli immobili non residenziali, dato im linea con l'andamento del 2010: se le compravendite di case calano del 3,7%, infatti, il terziario scende del 4,4% e il commerciale dell'8,9%. Nel
residenziale, poi, si conferma l'andamento migliore dei capoluoghi rispetto ai centri minori, con una perdita ridotta allo 0,8%. Segnano buone performance Roma, che conferma la ripresa (+1,3%), Torino (+8,7%), Bologna (+5,7%), Genova (+5,2%) e Palermo (+2,4%). In lieve calo Milano, Napoli e Firenze
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