Sulla cosiddetta "cedolare secca" si sono forse infrante alcune delle speranze per una vivace ripresa del mercato immobiliare. Tassare a parte i redditi da locazione immobiliare avrebbe dovuto favorire infatti gli investimenti immobiliari. Sta effettivamente accadendo?
Tra soddisfazione e incertezze, come si conviene del resto a una norma la cui applicazione è fonte di dubbi e perplessità, la Federazione degli Agenti immobiliari di Bergamo (FIAIP) ha celebrato oggi un convegno dedicato all’argomento della “nuova stagione delle locazioni“, vale a dire sulla svolta storica rappresentata dalla cosiddetta cedolare secca.
Giuliano Olivati, presidente del Collegio Fiaip Bergamo, pur manifestando il proprio apprezzamento per una norma tanto attesa, non può fare a meno di chiedersi: “Chi ha paura della cedolare secca?“.
Pone la domanda soprattutto in relazione al fatto che la normativa non è stata inspiegabilmente estesa anche alle locazioni commerciali, mentre dall’applicazione sono escluse le società.
Così, chi sperava nella tanto attesa e auspicata ventata di rinnovamento del mercato immobiliare, grazie appunto alla cedolare secca che avrebbe dovuto favorire gli investimenti nel settore, è rimasto col cerino in mano, come si dice, e teme giustamente di scottarsi, addio speranze di ripresa.
Nelle more, in attesa che vengano chiariti tutti i dubbi sull’applicazione della normativa, oltre che sulla convenienza o meno del ricorso alle nuove disposizioni, Fiaip Bergamo ha preparato una sorta di dossier in cui vengono ipotizzate le fattispecie maggiormente ricorrenti.
Gli interessati potranno trovarvi spunti di riflessione, per esempio sull’applicazione della cedolare secca al proprio caso personale.
Fermo restando, ma questo un po’ lo si sapeva già, che al di sotto dei 15.000 di reddito il ricorso alla cedolare secca è poco o punto conveniente.
In sostanza, più sale il reddito, maggiore è la convenienza per scegliere l’opzione “cedolare secca”.
Il documento è suddiviso in otto mini sezioni, che sono le seguenti:
1. Ambito soggettivo (chi può usufruire della cedolare secca)
2. Ambito oggettivo (a quali immobili si applica)
3. Opzione per la cedolare secca
4. Modalità di esercizio dell’opzione (per esempio, cosa succede ai contratti in essere nel 2011?)
5. Casi particolari (per esempio, proprietari diversi; immobili con annesse unità non abitative e canone unico)
6. Modalità versamento imposta
7. Sanzioni
8. Convenienza della cedolare secca
Tutto, naturalmente, alla luce anche delle delucidazioni fornite dall’Agenzia delle entrate (Provv.to 7/4/2011).
FONTE: http://www.quotidianocasa.it