A Trento due Agenti Immobiliari decidono di non farsi pagare la provvigione dall'acquirente ma soltanto dal venditore. L'iniziativa diventa un caso, ne parlano i giornali locali. Si moltiplicano le prese di posizione.
Per l’acquirente è come manna caduta dal cielo: nessuna provvigione è dovuta all’Agente Immobiliare per l’acquisto della casa.
Succede a Trento, dove due Agenti Immobiliari puntano tutto sullo slogan “provvigioni a costo zero per l’acquirente” e mietono - così affermano - successo dopo successo grazie proprio a questa strategia di marketing.
La domanda è: si può fare? I due Agenti difendono la propria scelta appellandosi alla libertà di mercato.
C’è forse una legge che proibisca la pubblicità in questo senso e sanzioni un comportamento “illecito”?
No, una legge di questo genere non esiste, e neppure una consuetudine, una di quelle che si possono reperire presso le Camere di Commercio.
Non ci stanno però gli altri Agenti Immobiliari, primi fra tutti gli organi provinciali di ANAMA, cui pure i due Agenti Immobiliari appartengono.
Trattasi - argomenta in sostanza chi contrasta l’iniziativa - di pura concorrenza sleale.
Che fra l’altro finisce per danneggiare lo stesso acquirente.
In che senso?
Nel senso che il pagamento della provvigione esclusivamente da parte del venditore mette l’Agente Immobiliare nella non invidiabile posizione di dover fare unicamente gli interessi di quest’ultimo, a tutto ed evidente svantaggio della parte acquirente che non sarebbe così tutelato.
Si tratta tecnicamente di una “strategia deviante” da parte dell’Agente Immobiliare che per definizione è un mediatore.
Ma come può “mediare” uno che accetta di prendere posizione a favore di una soltanto delle parti?
Ovviamente la questione non è nuova, anzi se ne discute a ogni pie’ sospinto fra gli addetti ai lavori.
E dubito fortemente che la strategia “vincente” dei due intraprendenti Agenti non verrà prima o poi sanzionata e il loro comportamento messo al bando.
Il pagamento della provvigione da parte esclusivamente del venditore si configura più come un “mandato a vendere” che come intermediazione immobiliare.