Il dato di luglio sugli acquisti di case nuove unifamiliari è il più basso mai registrato da quando (1963) esistono le rilevazioni mensili. La realtà spazza via le previsioni degli analisti e rilancia i timori sulla deflazione
Lavori di ultimazione di una casa unifamiliare a Bristow (Virginia)
WASHINGTON - Ieri era stato il mercato delle case esistenti a far tremare le Borse, oggi sono i dati sulla vendita di case nuove a confermare, con le difficoltà del mercato immobiliare, la debolezza della ripresa e i timori per l'economia negli Usa. A luglio le vendite di case nuove sono calate del 12,4%, su un tasso annuo di 276mila unità. Il dato reso noto dal Dipartimento del commercio ha spazzato via, come fuori dalla realtà, le previsioni degli analisti che scommettevano su un incremento dello 0,9% (e 337mila unità abitative vendute) e rivela una situazione che è la peggiore da quando, nel 1963, sono iniziate le rileazioni periodiche.
Anche il dato di giugno, tra l'altro, è stato rivisto decisamente al ribasso, a +12,1% dal +23,6% stimato inizialmente. A mercato quasi fermo, i prezzi, secondo i dati ufficiali, sono scesi del 6% rispetto a giugno e del 4,8% rispetto a un anno fa: una casa unifamiliare costerebbe 204mila dollari, un livello che riporta al dicembre 2003 e che riapre scenari di deflazione. Anche per questi dati, tutte le Borse europee hanno chiuso al ribasso.
FONTE Repubblica.it
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