Il mercato immobiliare italiano resta "sostanzialmente ingessato", la ripresa è "più lenta" di quella già da tempo avviata nei principali mercati esteri. Si registra un “piccolo recupero delle transazioni, solamente per il comparto residenziale, soprattutto nelle grandi città”. Il mercato della locazione non riesce ad attrarre la domanda che non ha accesso a quello delle compravendite. È quanto emerge dal rapporto Nomisma, sulla base dei dati delle 13 principali città italiane. Continua le flessione dei prezzi (circa un punto percentuale in meno rispetto alla fine del 2009), anche se rallenta il ritmo della discesa. Dall’inizio della crisi i prezzi degli immobili hanno perso mediamente il 5 per cento in termini nominali (-7 per cento in termini reali). La ripresa dei prezzi è attesa non prima della fine del 2011 e risulterà, almeno inizialmente, di modesta entità.
Nel dettaglio, si legge nel rapporto, i prezzi degli immobili mostrano le seguenti performance annue: -2,6 per cento abitazioni, -2,8 uffici, -2,3 negozi, -0,8 box e garage. Le variazioni semestrali risultano essere: -1 per cento abitazioni, -1,2 uffici e -0,8 per cento. Nello scorso semestre, spiega Nomisma, “la riduzione dei prezzi è stata la più contenuta degli ultimi diciotto mesi. Si tratta della quarta variazione semestrale negativa consecutiva per le abitazioni e della terza per gli immobili d’impresa”. I tempi di vendita degli immobili sono rimasti invariati su 6,2 mesi per le abitazioni (nuove e usate), 7,7 mesi per gli uffici, 7,1 per i negozi tradizionali, 4,2 per i box e i garage. Le compravendite hanno interrotto “l’andamento riflessivo” nel I trimestre 2010 solo per quanto concerne il settore residenziale (+4,2 per cento rispetto al I trimestre 2009). Nei comuni capoluogo la crescita è più accentuata e arriva al 9,7 per cento