La controversa direttiva europea sulla libera circolazione dei servizi, meglio conosciuta come Bolkestein, è stata recepita anche dalla legislazione italiana, con tutte le conseguenze che una direttiva del genere può dare. Proprio per spiegare meglio la nuova legge ad alcune tra le categorie che più ne risentiranno, Ascom Varese ha organizzato un convegno dedicato ai mediatori immobiliari.
ABOLITO IL RUOLO DI MEDIATORE IMMOBILIARE
Per questa categoria, infatti, con la nuova legge viene abolito il ruolo specifico. Le associazioni di categoria varesine, Anama, Fiaip e Fimaa, corrono ai ripari: “non cambierà nulla. – dice il presidente di Fimaa Lombardia Santino Taverna – In realtà gli iscritti al ruolo passeranno al registro delle imprese o al Rea, ma le caratteristiche devono rimanere le stesse”. Per questo, le associazioni di categoria varesine hanno deciso di far partire delle griglie di verifica per certificare che i nuovi mediatori abbiano i requisiti professionali, culturali e deontologici richiesti dal ruolo. Tra le iniziative, anche un master in collaborazione con l'Università dell’Insubria, per migliorare la formazione. “Il consumatore ha bisogno di garanzie e di tutele – dice Bernardo Binachessi, il presidente provinciale di Anama – garanzie che devono essere date dai professionisti. In una nazione di furbi, come la nostra, i paletti sono purtroppo necessari”.
LA CRISI IMMOBILIARE
Il mercato immobiliare italiano, che copre circa il 15% del Pil nazionale, è in crisi: dalle 850mila degli ultimi anni, le compravendite a livello nazionale sono scese alle 600mila del 2009. E in alcuni comuni la flessione è stata addirittura del 48%. La difficoltà delle vendite ha portato una diminuzione dei prezzi, e questo dà una speranza per il futuro, ma la diffusissima cassa integrazione blocca i nuovi mutui. “La voglia di andare avanti però c’è, anche perché i segnali di ripresa ci sono – dice Isabella Tafuro, presidentessa di Fiaip Varese – il clima è di pacato ottimismo”.
UN AIUTO AGLI AFFITTI
È però necessario, secondo i presidenti delle associazioni di categoria, dare impulso anche al mercato degli affitti. Una soluzione potrebbe essere la cosiddetta “cedolare secca”: un’aliquota fissa del 20% per i redditi provenienti dagli affitti, in opposizione alle aliquote odierne, che vanno dal 23% in su, in proporzione al reddito. Meno tasse sugli affitti, è parere comune, potrebbero avere solo effetti positivi. Potrebbe favorire l’emersione degli affitti in nero, calmierare gli affitti e dare impulso agli investimenti di manutenzione e ammodernamento, soprattutto da parte dei piccoli proprietari. Il mercato immobiliare è in crisi, ma resiste, e fa proposte per avere l’impulso ad uscire dalla crisi.
FONTE: http://www.varesenotizie.it