Secondo uno studio sul mercato immobiliare italiano condotto da Gabetti emerge un rallentamento della diminuzione dei valori medi, facendo presuppore una fase di assestamento. In ogni caso si è assistito ad un ridimensionamento del numero complessivo di transazioni. Se si concentra l'analisi sui capoluoghi la riduzione dei valori immobiliari è passata nel corso de 2009 da -3,6% nel primo semestre a -2,3% nel secondo. Hanno tenuto meglio le zone semicentrali servite rispetto a quelle periferiche dove l'eccesso di offerta è risultato più evidente. La riduzione delle quotazioni non ha risparmiato neanche le zone centrali.
La situazione rimane problematica per alcuni segmenti di acquirenti, in particolare stranieri e giovani coppie, a causa della precarietà del posto di lavoro e della difficoltà ad accedere ai finanziamenti. Da evidenziare il fatto che in genere la chiusura delle trattative di compravendita immobiliare si chiude positivamente a fronte di uno sconto sul prezzo iniziale intorno al 15%.
I capoluoghi settentrionali hanno registrato una tenuta migliore della media italiana, dove i prezzei nel secondo semestre 2009 sono scesi in media dell'1%, mentre una flessione più marcata si è avvertita al sud e in particolare nelle zone centrali, dove i prezzi sono scesi nello stesso periodo rispettivamente del 3,2% e del 3,4%. Sul fronte dei mutui è costantemente in crescita la sottoscrizione di finanziamenti a tasso variabile, a scapito di quelli a tasso fisso.
In ogni caso, per consentire l'assorbimento del surplus di offerta di usato e di nuove costruzioni è necessario sia che le quotazioni scendano ancora, sia l'esistenza di una politica tesa a favorire l'acquisto immobiliare e l'accesso ai mutui da parte delle giovani coppie.