Mutui, 270mila famiglie hanno usufruito di rinegoziazione o portabilità

Sono circa 270mila, pari all'8% del totale, le famiglie italiane che hanno usufruito delle iniziative messe in atto dalle banche negli ultimi due anni per rinegoziare le rate del mutuo o per sfruttare le norme sulla portabilità. Il dato è stato fornito dal direttore generale dell'Abi Giovanni Sabatini nel corso dell'audizione alla Commissione Ambiente della Camera.

In particolare, sono 195mila le famiglie che hanno rinegoziato il contratto di mutuo «per un controvalore complessivo di circa 20 miliardi di euro» e 72mila quelle che hanno invece cambiato banca attraverso la portabilità del mutuo «per un controvalore di circa 8 miliardi di euro». A fine 2009 i finanziamenti delle banche alle famiglie «erano pari a quasi 500 miliardi di euro di cui 280 miliardi (56%) rappresentati da mutui per l'acquisto della casa», ha aggiunto il direttore generale dell'Abi, secondo il quale i tassi medi di interesse applicati dalle banche per le nuove operazioni di mutuo per acquisto di immobili «si collocano su un livello inferiore di circa 70 centesimi di punto» rispetto alla media dell'area euro. A dicembre 2009 i tassi medi italiani spiegano a Palazzo Altieri, erano al 2,95%, dal 5,09% di dicembre 2008. Rispetto alla media dell'area Euro il confronto è sui dati del mese di novembre 2009: 2,9% quelli praticate dalle banche italiane e del 3,59% della media di Eurolandia.

Il rapporto tra il valore del mutuo e il valore dell'immobile è in Italia al 65% rispetto alla media europea del 79 per cento. Per quanto riguarda invece le sofferenze lorde delle famiglie consumatrici, «si ragguagliano a 12,3 miliardi di euro a novembre 2009, oltre 3,5 miliardi in più rispetto a novembre 2008, quando avevano raggiunto il valore più contenuto degli ultimi anni».

In ogni caso, sul versante del mercato immobiliare Sabatini ha spiegato che «nell'ultimo periodo sembrano emergere diffusi segnali di miglioramento». Infatti, oggi le previsioni degli operatori appaiono meno pessimistiche che in passato e sono più fiduciose sul ritorno della domanda. Tuttavia, lo scorso anno il combinato effetto della flessione dei prezzi e delle compravendite si è tradotto, secondo stime Nomisma, in una contrazione del fatturato italiano del mercato immobiliare di circa il 30% rispetto all'anno precedente. Nel 2009 il comparto residenziale ha registrato 596mila compravendite, 90mila in meno rispetto al 2008, e 250mila in meno rispetto al picco delle 845mila compravendite raggiunto nel 2006. Anche sul fronte dei prezzi è stato registrato un calo (-1,6% congiunturale) nel secondo semestre 2009.
FONTE: il sole 24 ore

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News inserita il 16/02/2010


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